Thursday, September 18, 2014

Das unverständliche am Universum

Das unverständliche am Universum ist im Grunde genommen, daβ wir es verstehen.

(Albert Einstein)

Tuesday, September 16, 2014

La terra interamente illuminata



Aber die vollends aufgeklärte Erde strahlt im Zeichen triumphalen Unheils.

Ma la terra interamente illuminata splende all'insegna di trionfale sventura.

Yet the wholly enlightened earth radiates under the sign of disaster triumphant.

(Theodor Adorno and Max Horkheimer, Dialektik der Aufklärung, 1947)

Thursday, September 11, 2014

Soy yo

Para vivir no quiero
islas, palacios, torres.
¡Qué alegría más alta:
vivir en los pronombres!

Quítate ya los trajes,
las señas, los retratos;
yo no te quiero así,
disfrazada de otra,
hija siempre de algo.
Te quiero pura, libre,
irreductible: tú.
Sé que cuando te llame
entre todas las gentes
del mundo,
sólo tú serás tú.
Y cuando me preguntes
quién es el que te llama,
el que te quiere suya,
enterraré los nombres,
los rótulos, la historia.
Iré rompiendo todo
lo que encima me echaron
desde antes de nacer.
Y vuelto ya al anónimo
eterno del desnudo,
de la piedra, del mundo,
te diré:
«Yo te quiero, soy yo».


(Pedro Salinas)

Wednesday, September 10, 2014

L’arte non assomiglia a nulla di questo mondo

«L’arte inverte il corso del tempo, la sua spinta dal presente verso il passato è contraria alla spinta cosmologica. Essa toglie la maschera alla necessità che plasma incontrastata la nostra vita, si oppone al trascinamento temporale, al flusso delle cose e ai loro nessi; si oppone al tralignamento connaturato a ogni manifestazione della realtà vivente, che appare come esistenza organica, ordinata, corposa, mentre è astrazione, anchilosato cristallizzarsi di categorie.
L’artista ha lacerato le ragnatele dell’astrazione, strappato l’ordito dell’ottimismo, in cui la necessità dissimula la sua violenza con il miraggio della finalità.
Come profondità o come passato l’arte recupera un universo in cui la necessità si mostra nella sua fluidità e il giuoco nel suo trionfo, un mondo in cui regna la manía, e la vita appare privata del dolore dell’individuazione. Una sorta di “infanzia”, in cui gli attimi, componenti elementari, che agglutinandosi fanno sorgere l’individuo, si liberano nella loro incandescente veemenza.
Chi riesce a demolire la falsa corposità del mondo, a liberarsi dallo spettro della necessità e va oltre, trova la violenza mescolata al gioco (Dioniso).
L’arte non assomiglia a nulla di questo mondo: quasi tutte le perfezioni e le squisitezze di questo mondo si gustano nell’arte, proprio perché qui la vita appare depurata dalla violenza.
Il cammino ascendente dell’artista, dal presente al passato di ricordo in ricordo, in direzione dell’immediato, ha poi un riflusso, in cui l’artista comincia dire quello che ha veduto. Dopo aver vissuto nel passato, ora vuole ritornare per raggiungere con la sua opera gli altri uomini».

(Giorgio Colli, Dopo Nietzsche, Adelphi 1974).


Friday, September 5, 2014

The Unending Gift

Un pintor nos prometió un cuadro.
Ahora, en New England, sé que ha muerto. Sentí, como otras
veces, la tristeza de comprender que somos como un sueño.
Pensé en el hombre y en el cuadro perdidos.
(Sólo los dioses pueden prometer, porque son inmortales.)
Pensé en un lugar prefijado que la tela no ocupará.
Pensé después: si estuviera ahí, sería con el tiempo una cosa más,
una cosa, una de las vanidades o hábitos de la casa;
ahora es ilimitada, incesante, capaz de cualquier forma y
cualquier color y no atada a ninguno.
Existe de algún modo. Vivirá y crecerá como una música y
estará conmigo hasta el fin. Gracias, Jorge Larco.
(También los hombres pueden prometer, porque en la promesa
hay algo inmortal.)

(Jorge Luis Borges)

Il Dono Infinito

Un pittore ci promise un quadro.
Adesso, nel New England, so che è morto. Ho sentito, come altre volte, la tristezza di capire che siamo come un sogno. Ho pensato all’uomo e al quadro perduti.
(Soltanto gli dèi possono promettere, perché sono immortali.)
Ho pensato al luogo prestabilito che la tela non occuperà.
Poi ho pensato: se la tela fosse lì, diverrebbe con il tempo quella cosa in più, una cosa, una delle vanità o abitudini della mia casa; adesso è illimitata, incessante, capace di qualunque forma e di qualunque colore e non legata a nessuno.
Essa esiste in qualche modo. Vivrà e crescerà come una musica e rimarrà con me fino alla fine. Grazie, Jorge Larco.
(Anche gli uomini possono promettere, perché nella promessa c’è qualcosa di immortale.)

Thursday, September 4, 2014

Leggere

«N. N. legge di rado libri moderni, perché, dice, io veggo che gli antichi a fare un libro mettevano dieci, venti, trent’anni; e i moderni un mese o due. Ma per leggere, tanto ci vuole a quel libro ch’è opera di trent’anni, quanto a quello chè opera di trenta giorni».

(Giacomo Leopardi, Zibaldone, 17 gennaio 1829)

Thursday, August 28, 2014

The longer way

Sometimes, in life, the longer way is the shorter way.

(Dr. Divago)